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Premio "Ruggiu" 2013 - 2014, vince Umberto Emanuele!

  • da: admin
  • caricato: 14/gen/2014
Premio "Ruggiu" 2013 - 2014, vince Umberto Emanuele! /media/flashcomm?action=mediaview&context=normal&id=44
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Walkiria Baldinelli ha vinto il primo premio, ma è stata la patente di giornalista vero, quella conferita alla memoria di Umberto e ritirata dalla madre, Paola, a far registrare lo zenith emotivo in una sala difficile da riempire, ma affollata fino all'inverosimile. Faceonvideo. com, organizzatore della serata insieme a Prospettiva Donna, ha scelto tra tanti articoli pubblicati sull'evento quello che ne ha rispettato maggiormente caratura ed emozioni.
All'anonimo autore e all'anonimo sito vanno i nostri complimenti per l'articolo, completo di tutte le informazioni e a tratti anche di qualche considerazione personale, ma profondamente onesto intellettuallmente. Prima di farvelo leggere in toto vorremmo completare alcune informazioni, bastano due: il premio è stato organizzato da FACEONVIDEO.COM ed è stato presentato dal regista FABRIZIO DEROSAS, il resto, anche se non è un capolavoro di composizione può anche andare, ecco il testo:

Olbia, 19 Gennaio 2014 - Doveva essere una celebrazione del giornalismo e così è stato: il Premio Giornalistico “Umberto Emanuele Ruggiu” non ha deluso le aspettative, anzi le ha superate. Ieri sera si è svolta la serata finale del Premio, con la messa in onda dei 4 servizi finalisti e la valutazione della giuria. Ad attendere il verdetto una sala gremita di spettatori, partecipanti, parenti: segno che il sogno di diventare giornalista è uno dei più diffusi tra i giovani e meno giovani. Del resto non potrebbe essere altrimenti: la figura del giornalista è quella del guardiano del potere, di colui che risveglia le coscienze, della sentinella del popolo nelle stanze dei bottoni. Il giornalista è dalla parte del cittadino, il giornalista è testimone della storia. Almeno in teoria: nei fatti – e chi è del mestiere lo sa – fare il giornalista oggi è un mestiere complicato, pericoloso, mal pagato e spesso privo di soddisfazioni. Ma non è più una semplice passione: è una professione con regole, competenze, obiettivi. E nessuno più di Umberto Emanele Ruggiu, coatuore di Stanza 101 a 5 Stelle Sardegna insieme al caporedattore Nardo Marino, sapeva queste cose. A lui, scomparso a poco più di 30 anni prima di coronare il suo sogno, è stato dedicato questo importante Premio Giornalistico.

I finalisti del Premio Giornalistico. In questi mesi, nella sede di Prospettiva Donna – associazione promotrice del Premio insieme al Comune di Olbia – è arrivato di tutto. Purtroppo, non tutti hanno capito l’importanza della manifestazione e in troppi hanno inviato materiale scadente riciclato da You Tube. Fortunatamente, però, la giuria è riuscita a confrontarsi su 4 servizi giornalistici degni di questo nome: una visione originale sul caffè di Gianni Spano, un servizio tradizionale sugli incendi di Elena Mascia, un mini documentario sugli enigmi religiosi di Luogosanto firmato dalla giornalista Walkiria Baldinelli e un mini-docu-film sulle sostanze chimiche presenti in alcuni prodotti di largo consumo presentato dal filmaker professionista Manfredi Sanna. Ogni servizio aveva un suo perchè e la giuria, capitanata dal giornalista Nardo Marino, ci ha messo un po’ di tempo a decidere chi premiare. Il primo posto, infatti, se lo sono giocato Walchiria Baldinelli e Manfredi Sanna: due professionisti precari dell’informazione e della comunicazione. La giornalista Walkiria Baldinelli ha presentato un piacevole servizio sul mistero dei Templari e sul Sacro Graal di Luogosanto. La ricercatezza delle immagini, il montaggio elegante, l’uso della grafica e l’argomento non scontato hanno reso il prodotto estremamente piacevole e televisivo. Manfredi Sanna, invece, ha scelto di portare all’attenzione del pubblico una tematica spesso trascurata dai mass-media, vale a dire le sostanze potenzialmente nocive presenti in alcuni prodotti di largo consumo che vengono spacciati come “oli” o “prodotti idratanti”. Un vero e proprio j’accuse reso avvincente e penetrante da un montaggio moderno e incalzante abbinato a un testo estremamente chiaro, semplice e documentato. Alla fine, la giuria – dopo una bella e appassionata discussione – ha scelto di premiare Walkiria Baldinelli con la sua ricerca del Sacro Graal e di riservare la menzione d’onore al filmaker Manfredi Sanna. La morale della favola, però, è una soltanto: non ha importanza il contratto con il quale si è assunti, l’importante è essere preparati. Baldinelli e Sanna sono due freelance precari, ma sono anche due professionisti della comunicazione. E non è un caso che proprio due bravi professionisti abbiano raggiunto il primo e il secondo posto del Premio Giornalistico “Umberto Emanuele Ruggiu”: perchè non basta saper usare una tastiera o una telecamera per potersi definire giornalista. Ci vuole una marcia in più.

Il regalo a Umberto. A fine serata vi è stato un momento molto forte e toccante per tutti gli amici e i colleghi di Umberto Emanuele Ruggiu. Il giovane uomo è stato portato via all’affetto di tutti prima di realizzare il suo sogno: iscriversi all’Ordine regionale dei Giornalisti. Un sogno che, però, anche se postumo si è realizzato. A consegnare il tanto desiderato tesserino è stato il vice caposervizio de “La Nuova Sardegna” di Olbia, Enrico Gaviano. “A Cagliari ogni mese si riuniscono per esaminare le domande di iscrizione all’Ordine – ha detto Enrico Gaviano rivolgendosi alla mamma di Umberto – e così hanno fatto per Umberto. Questo tesserino non è un regalo, è il frutto del suo lavoro“. Solo chi ha conquistato sul campo quel tesserino sa quanti sacrifici e quanto lavoro ci sono dietro. Umberto Emanuele Ruggiu ha lavorato tanto per ottenerlo e solo una brutta malattia ha impedito al suo sogno di realizzarsi.

Il futuro del concorso. Ora che il Premio Giornalistico “Umberto Emanuele Ruggiu” ha dimostrato le sue potenzialità, gli organizzatori sperano in una sua istituzionalizzazione. Con questo premio si vuole ricordare un bravo professionista, dalla voce antica e dall’acume moderno, e si vogliono valorizzare tutti quei precari che ogni giorno con senso del dovere e professionalità cercano di informare la popolazione tra mille difficoltà e sacrifici.

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